Aloe Vera: da millenni al nostro servizio

Avete passato delle buone feste?
Siete stati in famiglia e con gli amici?
Avete scherzato e condiviso davanti ad aperitivi e attorno a tavole imbandite?
Benissimo! Sono felice che abbiate potuto godere delle festività invernali!
Lo so, purtroppo resta quel senso di pesantezza che dopo tre secondi e quattro primi forse ci saremmo potuti aspettare…
Anche nel vostro caso la speranza che si trattasse solo di una sensazione passeggera è stata infranta dalla lancetta della bilancia? Allora ho una soluzione da condividere con voi!
Si chiama Aloe Vera.

Ne avrete sicuramente sentito parlare! Creme, lozioni, gel, ma anche bevande e cibi. I prodotti a base di Aloe Vera, chiamata anche Aloe barbadensis, sono davvero numerosissimi.
Gli estratti di Aloe sono da millenni impiegati per gli usi più vari, dal trattamento delle ferite e delle scottature all’imbalsamazione dei defunti.
A cosa si deve la fama di questa pianta? Quali sono le applicazioni più efficaci?
Oggi proviamo a rispondere a queste domande e proseguiamo la nostra carrellata sui principi attivi presenti nei prodotti di cosmetica e benessere. Abbiamo iniziato qualche tempo fa affrontando il fondamentale argomento dell’INCI. In seguito, ci siamo dedicati a diverse molecole dotate proprietà benefiche affascinanti, come la Visnadina ed il DMAE.
Questa volta, a meritare la nostra attenzione non è un principio attivo in particolare, ma l’estratto della pianta nel suo complesso.
Ma sto correndo troppo! Procediamo per gradi e scopriamo cosa ha scelto FGM04 per offrirvi, con il suo ALOE 200:1, una bevanda depurante e benefica.
Facciamo innanzitutto conoscenza con questa famosa pianta medicinale ed affacciamoci insieme sulle tracce che ha lasciato nella storia umana.

Una pianta con radici antiche

L’Aloe Vera è una pianta tropicale originaria del nord Africa, attribuita – secondo la classificazione più recente – alla famiglia delle Xanthorrhoeaceae.
Le sue foglie grasse (o più propriamente “succulente”) disposte a rosetta, sono egregiamente adattate per raccogliere e conservare l’acqua. Si tratta infatti di una pianta che predilige i climi secchi.
Non occorre però volare verso località esotiche per conoscerla da vicino.
La troviamo selvatica in quasi tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche in Cina, Australia, Centro America e la lista sarebbe ancora lunga!
L’Aloe è infatti commerciata e coltivata da molti secoli ed ha quindi goduto di una diffusione quasi globale. Non capita di rado di trovarla come pianta ornamentale in giardini aridi o anche per interni.
Le testimonianze più antiche dell’interesse dell’uomo per l’Aloe risalgono a quattro millenni fa, presso i Sumeri, in Mesopotamia. Successivamente, riferimenti all’impiego di questa pianta per scopi medicinali si ritrovano nell’antico Egitto, in Grecia, nell’Impero Romano… via via fino ai giorni nostri.
Gli egizi consideravano l’Aloe un elisir di lunga vita. Presso i cinesi essa veniva chiamata “rimedio armonioso”. Gli erboristi medievali vi si riferivano con il nome di “guaritore naturale” [1].
Insomma, la valorizzazione di questa pianta non è merito dei nostri tempi!
Appartiene invece alla tradizione medica più antica, che abbiamo avuto in eredità.
In ambito moderno, fu l’illustre naturalista svedese Carl Linneaus (noto come Linneo, in italiano) a descrivere la pianta per la prima volta. Linneo inventò la classificazione sistematica delle specie viventi che è alla base di quella oggi in uso. All’interno del suo lavoro, fu lui a chiamare questa pianta Aloe perfoliata var. vera nel 1753.
Infine, la strada per l’impiego commerciale dell’Aloe è stata aperta dal farmacista americano Bill Coats. Nel 1959 questi riuscì per la prima volta a rendere stabile la polpa, che altrimenti sarebbe rapidamente soggetta a degradazione.
Ma quali sono le virtù attribuite a questa nostra pianta e che ne hanno fatto la fortuna?

Un medico in vaso

Il nome “Aloe” deriva dall’arabo e significa “amaro” e “luccicante”, a riflettere le proprietà della polpa fogliare. Infatti, una volta rimosso il rivestimento verde opaco, l’interno risulta lucido e trasparente ed ha un sapore fortemente amaro.
Gli estratti di Aloe, si ritrovano sia nella medicina tradizionale occidentale che in quella orientale, per una lunga lista di scopi:
Idratazione e protezione della pelle, cura delle ustioni, purificazione dell’intestino, anti-dolorifico, anti-infiammatorio, disinfettante. Si tratta solo degli impieghi di cui si trova più spesso testimonianza!
In aggiunta possiamo ricordare l’uso egizio nei riti di imbalsamazione o quelli più recenti per il contrasto dell’invecchiamento della pelle.
A ragione, Cristoforo Colombo nei suoi diari la definiva “medico in vaso” e la elevava a pianta medicinale fondamentale per la salute [1].
Bene. Si tratta indubbiamente di una pianta con grande potenzialità. Ma come viene impiegata l’Aloe per trarre questi benefici medicinali?
La lavorazione della foglia permette di ottenere due prodotti principali: un succo lattiginoso e amaro, detto anche lattice di Aloe, ed un gel trasparente. Il primo si ricava dallo strato direttamente sottostante la cute fogliare, mentre il secondo si trova nella parte più interna della foglia.

Qui entriamo nel vivo del nostro viaggio alla scoperta dell’Aloe Vera! Scendiamo insieme nei dettagli delle conoscenze odierne di questa pianta straordinaria e capiamo quali virtù offre al nostro Aloe 200:1.

I benefici dell’Aloe

Iniziamo dall’esterno!
Le proprietà del succo lattiginoso sono state comprese con chiarezza. Si tratta di un potente lassativo, utilizzato per millenni al fine di purificare l’intestino.
L’effetto è dovuto a molecole chiamate antrachinoni, tra i quali troviamo principalmente l’aloina, anche nota come barbaloina, e l’emodina. Gli antrachinoni sono anche responsabili del sapore amaro del succo, ma soprattutto sono considerati potenti antibatterici [1, 2].
Quindi il lattice di Aloe può essere usato per pulire l’intestino e per contrastare la costipazione! Un aiuto particolarmente gradito dopo le abbuffate delle festività!
Giusto, ma con moderazione. Quantità eccessive di antrachinoni possono causare irritazione dell’intestino e diarrea, con conseguente riduzione dell’assorbimento dei nutrienti.
D’altro canto, il lattice di Aloe può essere utile per risolvere una condizione di stitichezza particolarmente ostinata. Come quando soluzioni più morbide – ad esempio l’ingestione abbondante d’acqua e di fibre – non hanno dato risultati.
O ancora, in mancanza d’altri mezzi, il lattice può fornire una soluzione per espellere rapidamente una sostanza tossica ingerita.
Per evitare i potenziali effetti indesiderati del succo di Aloe, FGM04 riduce drasticamente nel suo Aloe 200:1 la presenza di aloina. In questo modo possiamo beneficiare delle proprietà delle foglie nella loro interezza, senza dover temere spiacevoli inconvenienti!
Inizialmente, il lattice è stato l’elemento trainante dell’interesse della ricerca biomedica e cosmetica. L’attenzione, però, si è progressivamente spostata sul gel dell’interno fogliare.
Vi sono indicazioni che il gel trasparente interno produca uno straordinario decalogo di effetti benefici. In cima alla lista troviamo: contrasto dei radicali liberi, azione anti-batterica e anti-fungina, stimolazione del sistema immunitario, effetto anti-infiammatorio [2, 3].
Ma inoltre, dati sperimentali indicano una possibile utilità al fine di contrastare la psoriasi [4] ed anche il diabete [5, 6].
E ancora, studi recenti supportano l’efficacia dell’attività anti-infiammatoria anche a livello dell’intestino, grazie all’integrazione nella dieta [7].

Credenziali di tutto rispetto!

La medicina tradizionale si conferma essere una preziosa fonte di indizi per la medicina moderna, o scientifica. Tuttavia, quest’ultima si basa sull’accumulo di prove corpose e necessita di metodologie accurate e sistematiche.
Le informazioni circa la composizione chimica esatta del gel sono tutt’oggi, purtroppo, limitate. Di conseguenza gli studi scientifici che sono stati condotti riportano risultati contrastanti, seppure spesso positivi.
Non è quindi chiaro quali composti possano essere responsabili degli effetti che abbiamo elencato [8].
Elisir della pelle
Il campo in cui, invece, l’Aloe ha già superato la prova delle indagini moderne è quello del trattamento delle ustioni e della cicatrizzazione.
L’estratto di questa nostra pianta facilita naturalmente la rimarginazione delle ferite, mentre ne ostacola l’infezione [3].
Più in generale, l’applicazione sulla pelle ha un notevole effetto idratate ed emolliente. Ma non solo!
Il gel di Aloe stimola la produzione di collagene ed elastina, costituenti chiave per la struttura e la funzionalità della pelle. E in aggiunta, favorisce anche la proliferazione delle cellule epiteliali. In tal modo il gel favorisce il benessere della pelle e fornisce protezione contro l’invecchiamento e la formazione delle rughe [2, 3, 9].
Per questa sue virtù, il gel è anche indicato come rimedio naturale d’emergenza per il trattamento di ferite ed ustioni [10].

Conclusioni e note

In questa occasione abbiamo potuto approfondire non una molecola, ma una pianta nella sua interezza, con la sua storia ed il suo universo di composti. L’Aloe Vera ci offre con le sue foglie le proprietà medicinali più antiche e FGM04 le ha messe a nostra disposizione con Aloe 200:1.
Abbiamo scoperto i molteplici benefici derivanti dall’estratto di questa pianta ed in particolare che esso può essere impiegato per:
• Ottenere un potente effetto lassativo;
• Indurre un’attività anti-infiammatoria sulle pareti dell’intestino;
• Proteggere le ferite da infezioni e promuoverne la rimarginazione;
• Rigenerare la cute in seguito a ustioni e difenderla dall’invecchiamento.
Abbiamo anche messo in evidenza che mentre il gel interno della foglia non dà effetti indesiderati, è sconsigliabile abusare del lattice più esterno.
Così, ora conoscete le virtù naturali su cui si basa Aloe 200:1, la bevanda purificante di FGM04. L’abbiamo disegnata per offrivi il massimo delle potenzialità dell’Aloe Vera e con l’aggiunta dei benefici del miele e di principi attivi anti-ossidanti. Il rimedio perfetto per depurare il nostro organismo dopo le libertà che ci siamo concessi a tavola nelle ultime settimane!
C’è un’ultima nota che voglio condividere con voi, prima di salutarci.
Se state pensando “Stupefacente! Ne taglio subito una foglia e mi preparo un drink!” sono felice che l’Aloe vi abbia conquistato.
Prima di gettarvi sulla bevanda che vi siete guadagnati, però, assicuratevi che la pianta in questione sia effettivamente Aloe Vera!
L’agave, ad esempio, è piuttosto simile e può trarre in inganno. Si tratta anche in questo caso di una pianta succulenta dalle foglie carnose disposte a rosetta. Le somiglianze tuttavia si esauriscono qui.
L’agave è originaria dell’America centrale e non presenta alcun gel sotto il rivestimento della foglia.
Possiede invece una polpa compatta che non è adatta al consumo diretto, mentre è perfetta per distillare alcolici, tra cui la Tequila.
Per oggi è tutto. Vi saluto fino al prossimo approfondimento delle sostanze utili per il nostro benessere.
A presto!
Roberto, Biologo Molecolare
Riferimenti
• Frisaldi, Elisa, et al. Naturale è bello? La scienza dei rimedi naturali di bellezza. Sironi Editore, 2009.
• Pereira, Rúben F., and Paulo J. Bartolo. “Traditional therapies for skin wound healing.” Advances in wound care 5.5 (2016): 208-229.
• Mandal, Priyanka, Mohammad A. Khan, and Sunil Shah. “Drugs–Do we need them? Applications of non-pharmaceutical therapy in anterior eye disease: A review.” Contact Lens and Anterior Eye (2017).
• Farahnik, Benjamin, et al. “Topical Botanical Agents for the Treatment of Psoriasis: A Systematic Review.” American Journal of Clinical Dermatology (2017): 1-18.
• Zhang, Yiyi, et al. “Efficacy of Aloe vera supplementation on prediabetes and early non-treated diabetic patients: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials.” Nutrients 8.7 (2016): 388.
• Suksomboon, N., N. Poolsup, and S. Punthanitisarn. “Effect of Aloe vera on glycaemic control in prediabetes and type 2 diabetes: a systematic review and meta‐analysis.” Journal of clinical pharmacy and therapeutics 41.2 (2016): 180-188.
• Triantafillidis, John K., et al. “Favorable results from the use of herbal and plant products in inflammatory bowel disease: evidence from experimental animal studies.” Annals of gastroenterology: quarterly publication of the Hellenic Society of Gastroenterology 29.3 (2016): 268.
• Akaberi, Maryam, et al. “Therapeutic effects of Aloe spp. in traditional and modern medicine: A review.” Biomedicine & Pharmacotherapy 84 (2016): 759-772.
• Ganesan, Palanivel, and Dong-Kug Choi. “Current application of phytocompound-based nanocosmeceuticals for beauty and skin therapy.” International journal of nanomedicine 11 (2016): 1987.
• Bitter, Cindy C., and Timothy B. Erickson. “Management of Burn Injuries in the Wilderness: Lessons from Low-Resource Settings.” Wilderness & environmental medicine 27.4 (2016): 519-525.

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